Martano

E’ il comune più popoloso della Grecìa Salentina: conta oltre 9.000 abitanti.
Ricco di testimonianze archeologiche, architettura civile e religiosa, rappresenta una tappa fondamentale anche per il turismo gastronomico; da non perdere la sagra della Reccia ovvero della frisella d’orzo (dal 13 al 15 Luglio), l’Expomercato Agorà (nella prima metà di Agosto) una mostra di prodotti tipici salentini, greci e albanesi, la Sagra “de la volìa cazzata” (a fine ottobre) per celebrare l’olio d’oliva salentino con degustazione delle ricette tradizionali a base di olive. Il paese ospita la Biennale di scultura, una manifestazione di respiro internazionale per conservare l’antica tradizione della lavorazione della pietra leccese.
L’architettura religiosa ha lasciato numerose testimonianze (alcune delle quali di notevole valore artistico), tra cui la Chiesa Matrice che risale al XVI secolo, con all’interno altari barocchi del XVII e XVIII secolo (tra cui l’altare della Madonna Annunziata con la tela del pittore leccese Oronzo Tiso) e l’altare dell’Immacolata (con la tela del pittore Cesare Fracanzano). Altro monumento di notevole fascino è la Chiesa e l’ex convento dei Domenicani eretto nella metà del XVII secolo; il convento subì profonde trasformazioni nel corso del XIX secolo, quando diventò sede municipale. Altre chiese di gusto barocco sono: S. Maria degli Angeli, la Chiesa della Madonnella, la chiesa dell’Immacolata.
Fuori dal centro abitato sorge il Monastero di S. Maria della Consolazione edificato nella seconda metà del XVII secolo, presenta il prospetto seicentesco, l’interno con decorazioni tardobarocche. Abitato da monaci cistercensi che producono l’amaro digestivo S. Bernardo, olio e marmellate.
Martano è anche architettura civile, che si riflette non solo nelle case a corte (che ritroviamo anche in altri centri della Grecìa Salentina, come ad esempio Calimera), ma anche nei fastosi palazzi Andrichi – Moschettini, Palazzo Pino, Palazzo Micali, Palazzo Scarpa. Il palazzo Baronale (o castello, come viene chiamato in maniera generica) è uno degli esempi meglio conservati nel Salento; la sua origine risale al XV secolo, tipico castello con torri di difesa, di cui rimangono la torre di via Marconi e il torrione. Nella seconda metà del XVII secolo, fu trasformato in palazzo baronale, e rimaneggiato nel secolo successivo.
Nelle campagne circostanti il “menhir del Teofilo” (meglio conosciuto come “Santu Tòtaru”, la Specchia dei Mori (la più importante e imponente del Salento). Il nome deriva dal latino “specula”, vedetta, forse in riferimento alla sua funzione di posto di guardia contro eventuali attacchi nemici. Alta oltre 6 metri, ha un diametro di circa 15 metri. Il Casale di Apigliano fa parte del territorio di Martano, e rappresenta un caso unico nel Salento di villaggio medievale abbandonato tra il XIV e il XVI secolo per ragioni ancora a noi sconosciute. Scavi archeologici hanno portato alla luce tombe, oggetti di uso quotidiano, resti di abitazioni risalenti all’età bizantina o al periodo angioino. A rappresentare il Casale di Apigliano, rimane la Chiesetta sconsacrata intitolata a S. Maria.
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